sabato 20 settembre 2008


La cultura è inutile (alla Spezia)



Oggi occuparsi di cultura costa molto e paga poco o nulla. Come un agricoltore che da anni lavora per arare la terra che da anni semina e non ha mai un raccolto. In città è entrato da tempo in crisi anche quel rapporto dialettico, in decenni passati vitalmente polemico (ricordiamo ancora un vivace scontro “generazionale” tra Gianluca Lerici “Bad Trip” e Sergio Fregoso all’Officina di Jacopo Benassi). Niente più dibattito estetico, culturale, etico-politico. Il modello dell’imprenditore culturale ha sconfitto quello dell’operatore che agiva unicamente avendo a cuore la crescita della comunità. Si è così progressivamente soffocato l’humus culturale che nasce e cresce in un habitat favorito dalla libertà, dalla curiosità, dallo scambio anche polemico, dal contatto diretto con le realtà sociali, con le tensioni e le contraddizioni della città reale. Sovrapponendovi una Rete, sicuramente più efficiente ma sedativa, di centri di potere, grandi e piccoli, ognuno occupato da un clan e dalla sua dinastia, ancorati con gli artigli ai loro orticelli secondo una logica di enclave preoccupata solo del proprio interesse privato. Il valore dei progetti è spesso un insignificante dettaglio, e ai fini di un’azione di successo e di finanziamento pubblico, contano molto di più le aderenze politiche e la famiglia. Noi sosteniamo che la responsabilità, la correttezza, l’autodisciplina, l’etica (a volte basterebbe anche solo la decenza) da parte di chi amministra la cosa pubblica dovrebbero correre di pari passo con la ricerca della qualità e della professionalità, con la trasparenza e con il controllo dei risultati. Un sistema che tende a giustificare certi meccanismi e a sostenere anziché osteggiare i privilegi, è un sistema malato. Purtroppo l’uguaglianza di opportunità, non è mai contemplata e il “chi ti manda” appartiene al regolamento “non scritto”: è “ciò che tutto move per l’universo, penetra e risplende” avrebbe detto Dante.

Se questa è la logica, che non riesce però a spegnere definitivamente lo spirito avventuroso di chi è affetto dal recidivo morbo della ricerca, quegli osservatori, studiosi, ricercatori, artefici di un’idea alternativa di cultura in costante contrattazione di spazi, di fondi e di piccole aree mediatiche, si capisce come non ci sia ascolto possibile nemmeno per le denunce indignate verso la logica delle spartizioni di potere e di fondi. Non c’è più la capacità di scandalizzarsi, i pochissimi che lo fanno vengono considerati dei “fanatici rompicoglioni”, e la moralità è diventata una parola vuota che non corrisponde più a comportamenti e reazioni effettive. Crediamo che nella politica sia necessario ripartire dalle molteplici esperienze concrete sul territorio, dal lavoro tenace e costruttivo dell’associazionismo e di molto volontariato, dall’impegno di molti onesti amministratori locali, crediamo che nella cultura sia necessario da una parte continuare a monitorare e mettere in relazione le “buone pratiche”, magari arrivando a un’elaborazione di modelli alternativi di organizzazione e produzione culturale condivisa, e dall’altra parte avviare un processo di “purificazione morale” (termine che farà ridere alcuni e spaventerà altri, ma non riusciamo a trovarne uno migliore).

La malsana tendenza al “grosso evento “mordi e fuggi” in città totalmente sradicato dal contesto e dalla memoria dei nostri luoghi, come ha dimostrato la stagione estiva e come abbiamo sentore da alcune anticipazioni autunnali, sta riducendo la cultura sempre più a un passaggio marginale, anziché rappresentare come dovrebbe, la risposta infungibile a una molteplicità di bisogni individuali e sociali. Nessuna continuità nelle proposte, scarsa promozione, nessuna efficiente pianificazione culturale, progetti piovuti dall’esterno spesso di basso profilo senza la minima partecipazione della comunità, nessuna produzione partita dalla memoria del luogo, dal suo genius loci, dalle reali esigenze locali, minima attenzione ai linguaggi giovanili, nulla verso la formazione sui nuovi linguaggi della contemporaneità tecnologica.

La sensazione che si ha è che a fronte di questo sconfortante quadro, domini una generale stanchezza, perdita di entusiasmo, demotivazione a confrontarsi e a progettare, sfiducia nella possibilità di un cambiamento; molti operatori reagiscono emigrando in cerca di riconoscimento e stima, alcuni vivono nella diffidenza che qualcuno li sostituisca o nell’incubo che i fondi siano “ulteriormente” tagliati, molti temono a criticare lo status quo politico, altri sono esasperati dalle infinite anticamere che devono subire per avere udienza dall’assessore di turno anche dopo anni di valida attività e così la resistenza alla sistematica e silenziosa pratica di eliminazione delle realtà culturali associative e del relativo dibattito civico tende a affievolirsi sempre di più. La palude è ormai troppo estesa e ramificata, stare fuori significa rinunciare a essere rappresentati, starci dentro significa subire continue umiliazioni e delusioni, in ogni caso corrompere, offuscare la propria identità intellettuale ed etica.

C’è da capire se esista realmente la possibilità di un modello culturale alternativo. Come fare in questa malsana aria che tira, per riaffermare il diritto all’esistenza delle piccole associazioni, di quei gruppi che operano non protetti da alcun partito, come fare per suggerire una gestione realmente partecipata della cultura al posto dell’attuale oligarchia? Può forse essere utile fermarsi a riflettere, individualmente e collettivamente, riprendersi lo spazio e il tempo di parlarsi aldilà degli schieramenti e dei clan, ragionare sui contenuti del lavoro culturale nell’attuale contesto, riflettere sulla sua necessità, sul ruolo che nella società come nella nostra comunità, oggi non ha e che invece potrebbe avere, e riacquistare.

XLAB-Associazione culturale. A.Balzola-Anna Monteverdi

giovedì 4 settembre 2008


Massimo Guerra-cittadellaspezia.com

Genius loci eventi, gran finale sabato 6 in Palmaria

Con l'attrice Jole Rosa e la giovane compagnia di danza Arimela


Chiude i battenti con un bilancio più che soddisfacente Genius Loci eventi, la kermesse artistica che ha richiamato nei fine settimana in Palmaria numerosi appassionati attirandosi apprezzamenti e critiche positive. Sabato 6 settembre, dalle ore 21 la Fortezza del mare alla Palmaria sarà pacificamente "invasa" dalla musica, sia da ballo che da ascolto, e dal teatro che incanta: l'attrice Jole Rosa, la giovane compagnia di danza Arimela guidata da Elisabetta Vittoni e Giacomo Merani della Loggia de' banchi per la musica, chiuderanno in bellezza il lungo calendario ricco di eventi curati da Anna Monteverdi e Francesca Sommovigo con “il Backstage café”.
Jole Rosa interpreterà Arianna, la nota figura mitologica greca attraverso i temi che la caratterizzano: amore, passione, abbandono e rinascita. La Fortezza del mare, complice il chiaro di luna, si trasformerà in palcoscenico naturale per la rappresentazione del brano teatrale tratto dall'opera di Pierre Louys "Il crepuscolo delle ninfe", inedita in Italia, tradotta e adattata da Gianluca Pezzino.
La struggente storia d'amore di Arianna, giovane principessa di Creta, e Teseo, eroe ateniese, rivivrà nell'interpretazione di Jole Rosa, nell'accompagnamento musicale dal vivo di Eddy Mattei e Luca Dematheis e nell'allestimento scenico di Mario Sturlese, creato appositamente per il suggestivo sito della Palmaria. Una performance che coinvolgerà gli spettatori in un'esperienza multisensoriale tra i profumi, i colori e i suoni del Mediterraneo.
Jole Rosa vanta un percorso artistico di tutto rispetto legato al teatro contemporaneo di ricerca, con collaborazioni di eccellenza con alcuni protagonisti della stagione aurea dell'avanguardia romana come Memé Perlini. Di recente ha creato per il territorio spezzino ispirati percorsi teatrali e poetici, in cui la parola si incastona magicamente con la bellezza dei panorami scelti come teatri naturali, quali i sentieri e le gallerie che conducono alle Cinque Terre.
“AriMelA in G” è l'acronimo della giovane compagnia di danza spezzina formata da Arianna Moisio, Glenda Sanvenero, Melania Vinci ed Erica Portunato, provenienti dall'esperienza della scuola di danza creativa contemporanea di Elisabetta Vittoni, all’interno dello Studio Danza 82 di Penny Crump. ArimelA in G presenta “5 in sabato”, parte integrante del progetto della Scuola dal titolo Outset, che offre la possibilità agli studenti di partecipare a manifestazioni di alto livello artistico. Saranno guidati in questo studio per la Palmaria, dalla stessa Elisabetta Vittoni coreografa e danzatrice professionista che collabora attivamente con teatri internazionali e che per “Genius loci eventi” presenterà anche un proprio intervento originale.
Il gruppo lavora con l'improvvisazione intorno ad argomenti socio-collettivi contemporanei che spaziano dalla concettualità all'emozione, cercando di andare oltre la mera apparenza della società odierna. A chiusura della serata, l’attivissimo Giacomo Merani con la sua travolgente “RadioLinaLoggiade’Banchi” proporrà un frenetico mix di musiche da ballare fino a tarda notte. La Loggia de’ Banchi Café, ristorante e wine bar che ospita da sei anni musica, arte e iniziative culturali si trasferirà al completo sull'isola.
Per arrivare alla Palmaria si parte alle ore 20.15 con la motonave “Admiral” dal Molo Italia della Spezia (zona Faro). Aperitivo a bordo offerto dal “Backstage Café”. Arrivo ore 21 alla Palmaria e rientro ore 2 con la motonave dal Terrizzo. Costo del biglietto a/r con aperitivo a bordo: 15 euro. L'organizzazione ha previsto alle ore 23 e alle 24 (ultima corsa) imbarchi verso Portovenere dal Terrizzo. A Portovenere l'ultimo autobus per La Spezia è alle ore 00.25.
Info e prenotazione biglietti: tel. 347/5234868 – 347/2351993 – 328/5416581


02/09/2008 22.17.20

Massimo Guerra


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