

L’ARSENALE DELLE IDEE.
TEATRO, FUTURISMO E MARINERIA ALLA SPEZIA
Jole Rosa inaugura il 19 marzo le celebrazioni per la fondazione dell’Arsenale della Marina Militare e il 21 marzo il centenario futurista alla Spezia interpretando La vista del mondo di Ettore Cozzani sulla Torre dell’Orologio e nei bacini di carenaggio, diretta magistralmente da uno dei protagonisti dell’avanguardia teatrale italiana: Memé Perlini.
Il 2009 è annus mirabilis per la memoria della città della Spezia: si intersecano gli anniversari dei 140 anni dell’inaugurazione dell’Arsenale della Marina e dei 100 anni del Futurismo. La Spezia ha ospitato un nutrito gruppo di artisti e di eventi del secondo futurismo: oltre all’Aereopoema marinettiano infatti, la città ligure ha dato i natali al poeta, intellettuale e letterato Ettore Cozzani, fondatore della rivista futurista “L”Eroica” che ebbe vita lunga (fino al 1944). Nello stesso anno- il 1869- in cui giungeva a compimento la costruzione del presidio militare che ha innescato la crescita della città, accadeva (nel mese di marzo, il giorno 28, per la precisione) che un naturalista inglese, F.W.C. Trafford, era protagonista, sulla cima del monte Castellana prospiciente l’Isola Palmaria, di un fenomeno che, da qualsiasi parte lo si voglia considerare, fu straordinario: dalla vetta gli si dischiuse, nell’abbraccio del mare, la vista del mondo, con le sagome delle isole e dei continenti. Allucinazione? Può essere. Lui ci mise quattro anni prima di decidersi a scrivere una vera e propria relazione scientifica. Nel 1931 Ettore Cozzani, figura romantica del Futurismo, tradusse quella relazione in racconto poetico.
Lo spettacolo prodotto dalla città per la regia di Memé Perlini con l’interpretazione di Jole Rosa, attingendo a quel testo tratto dalla raccolta delle Leggende della Lunigiana, ha l’ambizione di tessere le fila degli anniversari, con due rappresentazioni nei luoghi che incarnano gli stessi: l’Arsenale e il Palazzo delle Poste. Nel primo caso è stato scelto lo spazio dell’andana tra i bacini piccoli -una sorta di passerella tra i bacini in muratura dove vengono riparate le navi una volta svuotata l’acqua di contenimento.-nei pressi della Porta Principale. Qua lo spettacolo si terrà alle ore 17,30 del 19 marzo, festa del patrono della città, San Giuseppe unico giorno in cui i civili possono visitare la città “nascosta”, il luogo dove vengono riparate e dove trovano ricovero temporaneo le navi militari e la nave scuola Amerigo Vespucci; nel secondo caso lo spettacolo avverrà nella Torre dell’orologio del Palazzo delle Poste, progettato nel 1933 da Angiolo Mazzoni secondo i dettami Manifesto dell’Architettura aerea futurista e rivestito internamente dei mosaici di Prampolini e Fillia aventi come tema le comunicazioni marittime, terrestri, aeree e telegrafiche. La performance è in programma per la Notte Bianca il 21 marzo, con ingresso a invito. Si tratta in entrambi i casi di un percorso teatrale volto alla riscoperta di territori nascosti della città, dei volti sconosciuti ma grondanti di storia e memoria di una città di mare.
Memé Perlini dunque, arriva alla Spezia invitato dall’attrice Jole Rosa, interprete di alcuni suoi spettacoli storici tra cui Eliogabalo (dove recitava anche un giovane Tony Servillo); Jole Rosa, conturbante musa del Teatro di ricerca romano degli anni Ottanta e del cinema, ha lavorato con Carmelo Bene (La cena delle beffe), con Fellini (La città delle donne) e da qualche tempo, trasferitasi alla Spezia è impegnata in un personale progetto di valorizzazione territoriale del Golfo dei Poeti attraverso originali trekking poetici e ispirati quadri teatrali connessi con ambientazioni marine.
Lo spettacolo:
Si parte dall’evocazione del mare da parte del pellegrino e della vista del Golfo dal Monte Castellana di Ettore Cozzani. La vista pian piano si perde oltre l’isola Palmaria e come in un crescendo onirico la visione si estende a aree geografiche lontanissime, fino alla Groenlandia e oltrepassando sempre di più i dati sensibili, arriva a Dio in un movimento ascensionale metaforico descritto sinesteticamente con grande pathos. Davide Marcesini ha interpretato per la locandina e la cartolina-invito il senso del movimento futurista immortalando Jole Rosa in diverse pose del volto e del corpo montate insieme.
La vista del mondo secondo Perlini perde la connotazione tardo romantica (più che futurista) del testo per diventare una macchina di visione “cinematica”-cinematografica. Nelle due versioni all’aperto e al chiuso, Jole Rosa scenderà e successivamente ascenderà al cielo traghettata da funi, gru, barche volanti. La visione del mondo del Golfo e dal Golfo della Spezia diventa un sogno a occhi aperti, un quadro surrealista o forse una realtà fisico-geografica possibile, come sosteneva lo scienziato Trafford da cui Cozzani trasse tratto ispirazione per il suo poema. All’interno del Palazzo delle Poste Jole Rosa danzerà in un acrobatico e insieme mistico volo aereo-pittorico tra i
Info: Myriam Cinquepalmi:
miriam.cinquepalmi@gmail.com
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